Prenota Test gratuito

Come apparire su ChatGPT, da dove si comincia

Nell’articolo precedente abbiamo elencato i motivi per cui ChatGPT consiglia i concorrenti e lascia fuori la tua azienda: informazioni scarse, incoerenti o impossibili da riassumere. Qui passiamo alla parte pratica: cosa fare, in che ordine.

L’ordine conta. Non ha senso lavorare sui contenuti del sito se la scheda Google dice una cosa e il sito ne dice un’altra. Le IA mettono insieme tutto quello che trovano: se le basi si contraddicono, il resto del lavoro rende meno. La sequenza è in tre fasi: prima i controlli gratuiti, poi il lavoro di fondo, poi la verifica nel tempo.

Prima fase: i controlli gratuiti

Sono gli interventi che un titolare può fare da solo, senza strumenti a pagamento e senza un consulente.

1. La scheda Google completa e coerente. È la prima cosa da mettere a posto, perché per le attività locali è la fonte che le IA leggono di più. Categoria principale giusta e categorie secondarie sensate. Servizi elencati uno per uno, con i nomi che usano i clienti. Orari aggiornati, anche quelli speciali. Descrizione scritta in concreto: cosa fai, per chi, in quale zona. Foto reali e recenti. Se manca un pezzo, l’IA ha un motivo in meno per descriverti e consigliarti.

2. Le informazioni uguali ovunque. Nome, indirizzo, telefono e orari devono essere identici su sito, scheda Google, pagine social e portali dove l’attività è presente. Le differenze piccole contano: un indirizzo scritto in due modi, un numero di telefono vecchio, gli orari estivi rimasti da giugno. Per una persona sono distrazioni. Per un’IA sono segnali che i dati su quell’attività non sono affidabili, e un nome descritto con dati incerti entra nelle risposte con più difficoltà.

3. Le recensioni, e le risposte alle recensioni. Le recensioni sono testo che le IA possono leggere: dicono cosa fai, come lavori, per cosa i clienti ti scelgono. Due lavori da fare. Il primo: chiederle, con continuità, ai clienti soddisfatti. Non serve un picco in un mese e poi il silenzio per un anno. Il secondo: rispondere a tutte, anche a quelle critiche, in modo breve e concreto. Le risposte del titolare aggiungono altre informazioni sull’attività e mostrano che l’attività è attiva e curata.

Seconda fase: il lavoro di fondo

Sistemate le basi, si costruisce il materiale che le IA usano per descrivere un’attività e motivarne la scelta.

4. Pagine del sito che rispondono alle domande dei clienti. Un cliente chiede a ChatGPT cose precise: un servizio, una zona, un problema da risolvere. Se il sito ha una pagina per quel servizio, scritta in modo chiaro, con la zona servita e le informazioni pratiche, l’IA trova una risposta pronta da usare. Se invece il sito ha una sola pagina generica che elenca tutto, deve ricostruire da sola cosa fai per chi, e spesso rinuncia. La regola pratica: una pagina per ogni servizio principale, e in ogni pagina deve risultare in pochi secondi chi sei, cosa offri, dove lavori.

5. La presenza su portali ed elenchi di settore. Ogni settore ha i suoi: portali di prenotazione, elenchi professionali, guide locali, siti di categoria. Esserci, con dati coerenti con quelli della scheda Google e del sito, vuol dire dare alle IA conferme indipendenti. Un’attività presente in dieci elenchi coerenti è più facile da consigliare di una che esiste solo sul proprio sito. Anche qui, meglio pochi profili completi e aggiornati che tanti profili vuoti.

6. Le citazioni fuori dal proprio sito. Articoli, interviste, guide di settore, siti di associazioni, pagine di eventi: ogni citazione è un pezzo di reputazione che non dipende da te. Non si comprano e non si forzano, si costruiscono con il lavoro e con le relazioni del proprio settore. È la parte più lenta, ma è anche quella che distingue un’attività citata spesso da una citata per caso.

Terza fase: la verifica ripetuta

Le risposte delle IA cambiano nel tempo, perché cambiano le informazioni che trovano. Per questo il lavoro non finisce con gli interventi: va misurato.

Il metodo è semplice. Si scelgono le domande che farebbero i clienti, quelle con il settore e la città, e si pongono a ChatGPT, a Gemini e a Perplexity a distanza di tempo regolare, per esempio una volta al mese. Ogni volta si registra la risposta: quali nomi escono, con quali motivazioni, se il tuo nome compare e come viene descritto. Gli screenshot aiutano, perché le risposte non restano salvate da nessuna parte.

Questo registro dice due cose. La prima: se gli interventi funzionano, e quanto tempo serve perché le IA li recepiscano. La seconda: cosa dicono le IA dei concorrenti, e su quali punti si può lavorare dopo. Senza misurazione, ogni intervento è un atto di fede.

Da dove partiamo noi

Prima di qualsiasi intervento serve il punto di partenza misurato: cosa rispondono oggi le IA quando un cliente chiede un nome nel tuo settore e nella tua città. È quello che facciamo con il test gratuito: poniamo alle IA le domande dei tuoi clienti e consegniamo un report con gli screenshot delle risposte, chi viene consigliato e con quali parole.

Il report arriva entro 2/3 giorni lavorativi, ed è gratuito. Da lì la sequenza sopra smette di essere generica: si sa quali fasi servono alla tua attività e quali sono già a posto. Se vuoi richiederlo, lo trovi nella pagina iniziale del sito, insieme alla spiegazione completa del servizio.

La macchina da scrivere Olivetti Lettera 62 rossa del giornalista Gianni Brera

Partiamo da quello che risponde oggi l’AI.

Ci dici cosa fai e dove. Noi facciamo le domande e ti mandiamo le risposte vere, gratis.

Scopri se l’AI ti consiglia